Tassa di soggiorno: la capitale dello Stato di Magonza spiega la struttura giuridica
Dopo la presentazione della prevista introduzione di una tassa di soggiorno il 1° luglio 2026, la capitale dello Stato di Magonza accoglie con gratitudine le domande e i commenti degli operatori del settore e chiarisce i punti chiave. L'obiettivo dell'imposta rimane quello di garantire in modo sostenibile il finanziamento dell'offerta turistica e culturale e di rafforzare Magonza come località turistica a lungo termine.
Il sindaco Nino Haase sottolinea: «Siamo consapevoli che una nuova tassa sollevi alcune domande. Allo stesso tempo, il nostro obiettivo chiaro è quello di poter continuare a finanziare in modo affidabile e a sviluppare ulteriormente il turismo a Magonza anche in futuro. Ne trarranno beneficio gli ospiti, le imprese e la comunità cittadina nel suo complesso».
La normativa prevista consiste in una tassa di soggiorno sotto forma di imposta locale indiretta sulle spese. Non vengono tassate le capacità ricettive, bensì i ricavi effettivamente realizzati dai pernottamenti. La tassa viene pagata dagli ospiti in aggiunta al prezzo del pernottamento e può essere trasferita di conseguenza dalle strutture ricettive.
«La tassa di soggiorno è – rispetto a un contributo turistico – la soluzione giuridicamente sicura e non burocratica», spiega Haase. «È stata ampiamente collaudata e confermata in sede giudiziaria. Molte città si affidano con successo a questo modello da anni – come ad esempio Treviri dal 2018; Stoccarda ha recentemente introdotto una normativa simile. Ciò ci consente anche a Magonza un’attuazione rapida, necessaria alla luce della situazione di bilancio.» Un contributo turistico comporterebbe invece un onere burocratico notevolmente maggiore, poiché il suo importo dovrebbe essere determinato con grande dispendio di tempo e comprovato in modo giuridicamente sicuro.
Ogni anno la città di Magonza sostiene con ingenti fondi eventi e istituzioni quali il carnevale di strada, la Johannisnacht o il Museo Gutenberg. Si tratta di contributi volontari. I proventi della tassa di soggiorno contribuiscono a finanziare in modo affidabile queste offerte anche in futuro e a garantire l’attrattiva di Magonza come destinazione turistica.
La tassa viene riscossa dalle strutture ricettive e può essere addebitata agli ospiti che pernottano. Viene calcolata in aggiunta al prezzo del pernottamento e indicata separatamente sulla fattura. Anche il trattamento fiscale è chiarito giuridicamente ed è già stato confermato più volte in sede giudiziaria.
«Il nostro obiettivo è quello di sviluppare ulteriormente il turismo a Magonza e renderlo sostenibile per il futuro, in collaborazione con il settore», sottolinea Haase. «A tal fine, continuiamo a mantenere un dialogo con i rappresentanti del settore ricettivo».